31 dicembre 2008

Anno vecchio - Anno nuovo


L'anno vecchio se ne va, e mai più ritornerà,
io gli ho dato una valigia di capricci e impertinenze,
di lezioni fatte male, di bugie e disubbidienze,
e gli ho detto: "Porta via! questa è tutta roba mia".

Anno nuovo, avanti avanti,
ti fan festa tutti quanti,
tu la gioia e la salute porta ai cari genitori,
ai parenti ed agli amici rendi lieti tutti i cuori,
d'esser buono ti prometto, anno nuovo benedetto

BUON 2009 A TUTTI!

28 dicembre 2008

QUEL CHE RESTA DI MIO MARITO


INTERPRETATO DA
Jessica Lange, Joan Allen, Kathy Bates,
Tom Skerritt, Christine Baranski, Victor Rasuk,
Tom Amandes, Tom Wopat

DIRETTO DA
Christopher N. Rowley

GENERE
Commedia

DURATA
93 minuti


Tre amiche, una vecchia Cadillac decappottabile e una missione molto speciale: è l’inizio di una commedia on the road tutta al femminile, affidata a un cast d’eccezione che vede insieme per la prima volta tre delle più grandi attrici del cinema americano, il due volte premio Oscar Jessica Lange, il premio Oscar Kathy Bates e la candidata all’Oscar Joan Allen. Tra risate, confidenze, litigi e incontri avventurosi, la lunga corsa delle protagoniste verso la California diventa un viaggio alla scoperta di una nuova vita e di una libertà che sembravano aver dimenticato.


Arvilla Holden (Jessica Lange) ha appena perso suo marito, Joe, dopo vent’anni di matrimonio e di intesa perfetta. Quando l’odiosa figliastra Francine reclama le ceneri del padre (che Arvilla ha promesso di spargere al vento), minacciando altrimenti di toglierle la casa, la donna accetta di mettersi in viaggio per la California, portandosi dietro l’urna di Joe. A bordo di una Cadillac Bonneville rossa fiammante le fanno compagnia le sue migliori amiche, Margene e Carol (Kathy Bates e Joan Allen), che decidono di non lasciarla sola in questa avventura.


Se per Carol, la più timida, si tratta di una delle rare occasioni di separarsi dal marito e dai figli, Margene è ancora single e sprizza entusiasmo e ironia: così, mentre le tre donne attraversano i grandi spazi aperti dell’America, quello che sembrava dover essere un viaggio malinconico diventa l’occasione per tornare ad assaporare la libertà di un tempo e le gioie dell’amicizia. A rendere il tragitto ancora più ricco di sorprese sono gli incontri con il giovane autostoppista Bo (Victor Rasuk), e con il prestante Emmett (Tom Skerritt), camionista e gentiluomo che si lancia nel corteggiamento di Margene, con esiti imprevedibili.


Tra piacevoli deviazioni, incidenti di percorso e una puntata a Las Vegas in cui anche Carol si lascia andare all’euforia del momento, la missione è finalmente compiuta e Arvilla consegna le ceneri di Joe in tempo per il funerale. Se non fosse che una nuova sorpresa attende tutti proprio durante la cerimonia… (Teodora Film)


Lo consiglio perché: la vita, come ci insegnano le tre protagoniste, può riservare sorprese in qualsiasi momento a chi è capace di cogliere la bellezza e lasciarsi stupire.

18 dicembre 2008

Ai Grandi della Terra


Vi chiediamo, per questo Natale,
che gli eserciti non sparino più,
che non si debba più fuggire
da un campo all'altro impauriti,
che non si sia più rapiti
per diventare ragazzi-soldato,
che nessuno venga
di notte e abusi di noi,
che non si debba essere bambini
di strada perché
non si ha una famiglia,
che nessuno ci picchi
o ci maltratti o pensi
che siamo stregoni.
Vi regaliamo tutto l'oro,
i diamanti, il rame
e il coltan della nostra terra.
In cambio vogliamo poter ridere
felici, giocare, andare a scuola
tutti i giorni, ricevere la carezza
di una mamma.
Se è vero che esiste la Pace,
noi la vogliamo.
E vogliamo un futuro di Pace.

(I piccoli di Goma)


Fonte: VANITY FAIR N. 51 - 31 DICEMBRE 2008

14 dicembre 2008

Nobel per la pace a Ingrid Betancourt

CONTINUA LA RACCOLTA DI FIRME PER FARE AVERE A INGRID BETANCOURT IL NOBEL PER LA PACE

Liberacittadinanza ed il comitato “ConIngridBetancourt” uniscono le proprie forze per raccogliere il maggior numero di firme.

Libera dopo più di 6 anni di prigionia in condizioni di estrema privazione e sofferenza, Ingrid Betancourt ha parole di pietà per i suoi carcerieri e ci manda questo messaggio:


Photo from AP Photo by Fernando Llano

“Voglio essere libera dall’odio e dalla vendetta”


Al di là di qualsiasi idea politica, chiediamo anche a voi di sostenere la sua candidatura al Premio Nobel per la Pace.



Ingrid Betancourt ha continuato a lottare per la difesa dei diritti umani pur sapendo che sarebbe stata uccisa o sequestrata e che avrebbe potuto non rivedere mai più i suoi figli.

L’ex senatrice colombiana ha rinunciato alla sua vita di agiatezza, ha messo al sicuro i propri figli vivendo lontano da essi per inseguire un sogno, costruire una Colombia più giusta, meno corrotta dove si potesse vivere in pace. Nel 2002 durante la campagna elettorale si è recata in una zona della Colombia dimenticata dai politici perché territorio delle Farc. Ingrid voleva portare il suo messaggio di speranza agli “ultimi”, la gente dimenticata dai politici, una mossa che le è costata cara.


La sua liberazione è stato un evento mediatico che ha coinvolto il mondo intero. La sua scarcerazione è anche l’esempio concreto dell’efficacia che può avere la mobilitazione internazionale attorno ad una vicenda. Nel corso di questi 6 anni le iniziative a sostegno di Ingrid Betancourt si sono moltiplicate, cittadinanze onorarie, fiaccolate, marce, premi. Poi è vero, alla fine è stato un commando militare a liberarla, però ricordiamoci che è stata la pressione internazionale a tenere Ingrid in vita.


Adesso Ingrid Betancourt è tornata fra noi ed ha già dichiarato di non provare rancore verso i suoi sequestratori, né odio, né vendetta. Vuole solo lavorare per la pace del suo paese, la Colombia. Un paese che vive da oltre quarant’anni in guerra, una guerra silenziosa che ha reso la Colombia il paese più pericoloso al mondo in cui vivere. Ecco perché noi vogliamo sostenere la sua candidatura al Nobel per la Pace: perché nessuno più di lei si potrà impegnare per liberare gli altri ostaggi e conferirle il Nobel significherà legittimare maggiormente la sua missione.




12 dicembre 2008

SI PUÒ FARE


Regia: Giulio Manfredonia
Sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Giulio Manfredonia
Musiche: Pivio & Aldo De Scalzi
Fotografia: Roberto Forza
Montaggio: Cecilia Zanuso
Scenografia: Marco Belluzzi
Costumi: Maurizio Millenotti

Gigio: Andrea Bosca
Sara: Anita Caprioli
Nello: Claudio Bisio
Luca: Giovanni Calcagno
Dottor Federico Furlan: Giuseppe Battiston

Anno: 2008
Nazione: Italia
Distribuzione: Warner
Durata: 111 min
Genere: commedia

A Milano nei frizzanti anni Ottanta, Nello è un sindacalista, ha forti valori etici ma è appassionato di modernità, terziario, mercato: troppo avanti per quegli anni, viene allontanato dal sindacato e mandato in una cooperativa di ex malati mentali appena dimessi dai manicomi per la legge Basaglia. Nello si ritrova così in una cooperativa di "picchiatelli" che non sanno fare nulla e vivono di lavori assistenziali. Tuttavia lui crede nella dignità del lavoro e, contro il parere degli psichiatri, cerca di spingerli ad imparare un mestiere: montare parquet. In questo è sostenuto anche da Sara con la quale ha da tempo una relazione sentimentale intensa ma turbolenta. (Trovacinema – Repubblica)



Lo consiglio perché: è un film generoso ed emozionante, scorrevole, di quelli capaci di commuovere e divertire, inducendo alla riflessione… con un Bisio da OSCAR!

5 dicembre 2008

Falso progresso...


[…] Vince Luxuria e la gente si illude che sia sintomo di progresso sociale quando, scusate questo attimo di serietà, l’altro ieri notte dei ragazzini accoppavano una trans a Roma e davano fuoco a un barbone a Rimini, tanto pe’ giocare! […]

1 dicembre 2008

MAR NERO


Di Federico Bondi

Sceneggiatura di Federico Bondi e Ugo Chiti

Direttore della fotografia: Luigi Martinucci

Cast: Ilaria Occhini, Dorotheea Petre, Vlad Ivanov,Maia Morgenstern, Corso Salani

Due donne vivono insieme, nella stessa casa, alla periferia di Firenze. Gemma è un’anziana da poco rimasta vedova. Angela, la badante, è una giovane rumena da pochissimo in Italia. Entrambe sole, si cercano inconsapevolmente, e, giorno dopo giorno, si schiudono l’una all’altra; Gemma rivede nella vicenda di Angela la sua gioventù nell’Italia del dopoguerra e rivive, attraverso la determinazione della ragazza a mettere da parte i soldi per avere un bambino, la sua vita fatta di sacrifici per far studiare il figlio Enrico. Angela e Gemma, inizialmente così diverse, si scoprono simili e si legano in un rapporto apparentemente idilliaco. Finché non irrompe, violento, un tragico imprevisto: il marito di Angela, rimasto in Romania, scompare. La ragazza vorrebbe partire alla sua ricerca ma Gemma, con l’egoismo tipico della vecchiaia, non vuole rinunciare a lei e ritrovarsi ancora sola. Gemma, però, è anche una donna dal cuore grande e Angela ha saputo risvegliare con la sua voglia di vivere le ultime emozioni che la vita le riserva. Accade così l’imprevedibile: non sarà Angela a restare, ma Gemma a partire con lei. In un’avventura "on the road" fuori tempo massimo, le due donne si ritrovano in Romania, alla foce del Danubio, ognuna alla ricerca della propria verità. (KAIROS FILM)


Lo consiglio perché: è un film rigoroso, emozionante, con dentro un gran desiderio di vita, sulla storia di due solitudini destinate a sciogliersi l’una nell’altra.

24 novembre 2008

Lo sconto…


La prima della Scala a 12 euro? Non è uno scherzo. A questo prezzo si può assistere, in diretta, ma in uno dei 17 multiplex Warner Village d’Italia, all’esclusivo spettacolo. Sul sito (www.warnervillage.it) si sceglie il cinema più vicino e si prenota. È l’iniziativa La grande opera: prossimo appuntamento il 18 dicembre con l’Aida di Verdi dal Teatro Massimo di Palermo.

Fonte: VANITY FAIR N.47 – 26 NOVEMBRE 2008

20 novembre 2008

Libertà


Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare se il prezzo fosse la libertà [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...] Questa non è la libertà che intendo io.

Sandro Pertini - VII Presidente della Repubblica Italiana

16 novembre 2008

IL VANGELO SECONDO PILATO


Di Eric-Emmanuel Schmitt
Con Glauco Mauri e Roberto Sturno
Adattamento Glauco Mauri
Traduzione Stefania Micheli
Con Marco Blanchi
Regia Glauco Mauri

Eric-Emmanuel Schmitt in una decina d'anni è diventato uno degli autori francesi più letti e più rappresentati al mondo. Per il teatro, tra le numerose opere, ricordiamo: Il visitatore, Il libertino e Variazioni enigmatiche, quest'ultimo testo rappresentato dalla Compagnia Mauri-Sturno con grandissimo successo per due intere stagioni teatrali.
Il vangelo secondo Pilato è nato come romanzo e dopo un eccellente successo editoriale Schmitt ne ha fatto una versione teatrale in due parti: la prima, La notte degli ulivi - Confessione di un condannato a morte la sera del suo arresto è prologo e antefatto della seconda, Il vangelo secondo Pilato. A Parigi, lo spettacolo ha riscosso uno straordinario successo di pubblico e di critica.


Sulla collina degli Ulivi, qualche ora prima del suo arresto, Gesù si domanda come ha fatto ad arrivare a questa notte fatale. È davvero lui il Messia? La Galilea pullulava di falsi Messia e Gesù, poche ore prima di essere arrestato, nell'orto degli ulivi dice: "tra qualche ora si saprà se sono davvero il Figlio di Dio o se ero solo un pazzo. Uno di più. Uno dei tanti." È la struggente testimonianza di un uomo che sa di dover morire il giorno dopo e rivive, fin dalla sua infanzia, il suo meraviglioso percorso umano. Una storia arciconosciuta raccontata da un punto di vista originale: è Gesù stesso che da uomo si interroga e dubita della sua natura divina, che ha paura. Non si vuole imporre una verità ma scoprire un'ipotesi sull'esistenza terrestre di Cristo, la sua eccezzionale umanità e la sua palpabile grazia.

Il secondo atto è l'indagine che Pilato compie sulla scomparsa del corpo di Gesù. L'ultimo giorno della Pasqua ebrea, Pilato viene a conoscenza che Gesù, lo stregone di Nazareth, è scomparso dalla sua tomba. Per evitare che il furto sia strumentalizzato politicamente contro Roma, Pilato cerca di ritrovare il cadavere. Ma Gesù riappare, vivo! Con un'accanita, razionale volontà di mettere a tacere le voci di una pretesa resurrezione, Pilato comincia che ha il ritmo e il sapore di una vicenda poliziesca, con colpi di scena drammatici venati spesso di una feroce ironia. Gesù è veramente morto sulla croce o era ancora vivo quando l'hanno deposto? E se era morto, è veramente resuscitato dimostrando così di essere il Messia? (TEATRO IN TASCA - Supplemento de La Nazione)



Via della Pergola, 18/32 - Firenze
DAL 18 AL 23 NOVEMBRE 2008



Di Eric-Emmanuel Schmitt
Edizioni San Paolo
€ 14,50


Lo consiglio perchè: è una meditazione, un interrogativo, una commossa poesia sull’uomo Gesù.

9 novembre 2008

Addio MAMA!






Il mio nome è Zensile Makeba Qgwashu Nguvama Yiketheli Nxgowa Bantana Balomzi Xa Ufnu Ubajabulisa Ubaphekeli Mbiza Yotshwala Sithi Xa Saku Qgiba Ukutja Sithathe Izitsha Sizi Khabe Singama Lawu Singama Qgwashu Singama Nqamla Nqgithi.

Il motivo di questa lunghezza è che ogni bambino prende il nome di tutti i suoi antenati maschi. Spesso il primo nome è seguito da una o due parole, che dicono qualcosa del carattere della persona; questo fa si che un vero nome africano sia una specie di storia.

Fonte: Time - 29 Febbraio 1960

7 novembre 2008

DA REMBRANDT A VERMEER. VALORI CIVILI NELLA PITTURA FIAMMINGA E OLANDESE DEL ’600


11 novembre 2008 – 15 febbraio 2009

A cura di Bernd Lindemann, direttore della Gemäldegalerie


La Fondazione Roma porta nella capitale gli artisti del Secolo d'Oro dei Paesi Bassi. Da novembre in mostra a Roma al Museo Fondazione Roma

La Fondazione Roma, presieduta dal Prof Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, organizza, presso il proprio spazio espositivo - dall'11 novembre 2008 al 15 febbraio 2009 - la mostra Da Rembrant a Vermeer. Valori civili della pittura fiamminga e olandese del '600.

La rassegna, rappresentativa del "Secolo d'Oro" dell'arte fiamminga ed olandese, vuole indagare lo sviluppo del genere degli interni domestici dedicati all'intimità familiare, testimonianza del rinnovato contesto sociale e dei valori civili dell'Olanda del Seicento.

Per la prima volta in Italia sarà finalmente possibile ammirare una ricca selezione di opere appartenenti alla più importante collezione al mondo di dipinti fiamminghi e olandesi del XVII secolo, quella della Gemäldegalerie di Berlino, composta da capolavori quali Il cambiavalute di Rembrandt a la Ragazza col filo di perle di Vermeer.

Attraverso i 55 capolavori esposti i visitatori avranno l'opportunità di conoscere l'arte e la cultura delle Fiandre e dell'Olanda durante il loro "Secolo d'Oro". Il percorso evidenzia l'alto grado di sviluppo raggiunto dalla cultura pittorica dell'arte olandese in un periodo storico caratterizzato da cambiamenti significativi a livello culturale, politico, economico e religioso. Allo stesso tempo chiarisce quanto radicate e profonde fossero, negli stessi anni, le differenze tra l'Italia e i Paesi Bassi nell'estetica e nella realtà sociale, pur esistendo dei parallelismi dovuti all'influenza che l'arte italiana ebbe in artisti come Rubens o Van Dyck. (Museo del Corso)



Museo del Corso
ROMA, Via del Corso, 320
Tel: 0667862098
Fax: 0663749204
info@museodelcorso.it


METROPOLITANA: linea A - uscita Spagna/ uscita Barberini
AUTOBUS: 52 - 53 - 61 - 71 - 85 - 160 (P.zza S. Silvestro);
62 – 63 - 81 - 492 - 590 - 628 (Via del Corso/ Minghetti – P.zza Venezia).

5 novembre 2008

L’alba di una nuova era… YES, WE CAN!


Crediamo nella politica del cinismo o nella politica della speranza?
Non parlo di cieco ottimismo. Parlo di qualcosa di più concreto.
La speranza degli schiavi riuniti attorno a un falò a cantare canzoni di libertà.
La speranza degli immigrati partiti da spiagge lontane.
La speranza di un giovane ufficiale di Marina che pattuglia il delta del Mekong.
La speranza di un figlio di operai che osa sfidare il destino.
La speranza di un ragazzino magro e dal nome strano,
convinto che l'America abbia un posto anche per lui. L'audacia della speranza!

Discorso di Barack Obama alla Convention democratica di Boston, 2004


Fonte: VANITY FAIR N.45 - 12 NOVEMBRE 2008

31 ottobre 2008

LA SUA MOVENZA È FERMO


VISITA SPETTACOLO AL TEATRO DELLA PERGOLA
La grande magia di un teatro non abita solo sul palcoscenico, nell'istante esatto in cui uno spettacolo si dà per il pubblico. Come un corpo biologico, il teatro vive in ogni momento soprattutto nei suoi spazi "segreti" e inaccessibili agli spettatori: nei laboratori, nei pressi della macchina scenica, nei sotterranei e nei depositi. Là dove ancora risuonano le voci dei tanti che hanno dedicato la loro vita a questa bruciante passione. Senza apparire sulle locandine, senza lasciar traccia di sè nei libri di storia.

In sua movenza è fermo, titolo che riprende il motto degli Accademici Immobili fondatori del teatro, è un viaggio affascinante nel cuore della macchina teatrale, in compagnia delle "ombre gentili" dei personaggi che nel cprso dei tre secoli della sua storia hanno reso grande e immortale la Pergola.

NOVEMBRE
sabato 8
tre gruppi alle ore 20.00/21.00/22.00

domenica 9
tre gruppi alle ore 10.30/11.30/12.30


DICEMBRE
domenica 21
tre gruppi alle ore 10.30/11.30/12.30



È obbligatoria la prenotazione
chiamando il 333/2284784
dal lunedì al venerdì in orario 10.00/17.00


Fonte: TEATRI IN TASCA - Supplemento al quotidiano La Nazione

21 ottobre 2008

Stregata dalla Luna è...

  • Romantica: sì
  • Istintiva: molto
  • Egoista: non quanto vorrebbe
  • Impulsiva: spesso
  • Educata: sì
  • Solidale: sì
  • Razzista: no
  • Sensuale: no
  • Rompiballe: sempre
  • Ambiziosa: non abbastanza
  • Estroversa: non abbastanza
  • Introversa: spesso
  • Pigra: no
  • Ottimista: non abbastanza
  • Pessimista: sì
  • Pazzoide: talvolta
  • Bella: più che altro, piace! ;-P
  • Affettuosa: molto
  • Paziente: non abbastanza
  • Anticonformista: a modo suo
  • Rissosa: no
  • Succube degli altri: no
  • Impertinente: talvolta
  • Modaiola: no
  • Puntigliosa: molto
  • Invadente: no
  • Determinata: abbastanza
  • Capricciosa: un po’
  • Taccagna: no
  • Vittimista: no
  • Narcisista: no
  • Logorroica: sì
  • Vanitosa: a volte
  • Gentile: cerca di esserlo sempre
  • Gelosa: si
  • Egocentrica: no
  • Puntuale: sì
  • Sportiva: no
  • Ordinata: si, in modo maniacale
  • Simpatica: sì
  • Cattiva: talvolta
  • Pettegola: abbastanza
  • Esibizionista: no
  • Affidabile: si
  • Vendicativa: talvolta
  • Golosa: si
  • Sensibile: molto
  • Cocciuta: molto
  • Intelligente: nella media
  • Affascinante: nella conversazione, senz'altro!
  • Sadica: no
  • Masochista: no
  • Bugiarda: raramente
  • Permalosa: si
  • Irascibile: si
  • Lunatica: si
  • Taciturna: se lo diventa, c’è da preoccuparsi…
  • Fantasiosa: molto
  • Fedele: si
  • Invidiosa: no
  • Ansiosa: molto
  • Stronza: non quanto vorrebbe

19 ottobre 2008

LA PORTA


Di Magda Szabó
€ 10,50
EINAUDI



Con Frau Szabó avete pescato un pesce d'oro. Comprate tutta la sua opera, quello che ha scritto e quello che scriverà.

Herman Hesse



Un rapporto molto conflittuale, fatto di continue rotture e difficili riconciliazioni, a legare la narratrice a Emerenc Szeredás, la donna che la aiuta nelle faccende domestiche.

La padrona di casa, una scrittrice inadatta ad affrontare i problemi della vita quotidiana, fatica a capire il rigido moralismo di Emerenc, ne subisce le spesso indecifrabili decisioni, non sa cosa pensare dell'alone di mistero che ne circonda l'esistenza e soprattutto la casa, con quella porta che nessuno può varcare. In un crescendo di rivelazioni scopre che le scelte spesso bizzarre e crudeli, ma sempre assolutamente coerenti dell'anziana donna, affondano in un destino segnato dagli avvenimenti più drammatici del Novecento.

Pubblicato in Ungheria nel 1987, ma in qualche modo disperso negli anni della transizione politica, La porta è il romanzo che ha rivelato la più grande scrittrice ungherese contemporanea. (EINAUDI)



Lo consiglio perché: con uno stile scorrevole e prezioso, racconta una vicenda intima e complessa, ricca di sentimenti e non solo buoni sentimenti… Un "odi et amo", al femminile, straordinario ed indimenticabile.

15 ottobre 2008

Siamo tutti Saviano!

[…] Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me. […]

(Da Saviano: io, prigioniero di "Gomorra" lascio l'Italia per riavere una vita di Giuseppe D'Avanzo – La Repubblica – 15.10.08)




Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - "Gomorra" - tradotto e letto in tutto il mondo. E' minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, "Repubblica", e di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.
Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.

DARIO FO
MIKHAIL GORBACIOV
GUNTHER GRASS
RITA LEVI MONTALCINI
ORHAN PAMUK
DESMOND TUTU
(20 ottobre 2008)


FIRMA PER ROBERTO SAVIANO

12 ottobre 2008

BLOWIN' IN THE WIND


(Traduzione di Mogol)



Quante le strade che un uomo farà
e quando fermarsi potrà?
Quanti mari un gabbiano dovrà attraversar
per giungere e per riposar?
Quando tutta la gente del mondo riavrà
per sempre la sua libertà?
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.
Quando dal mare un'onda verrà
che i monti lavare potrà?
Quante volte un uomo dovrà litigar
sapendo che è inutile odiar?
E poi quante persone dovranno morir
perché siamo in troppi a morir?
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.
Quanti cannoni dovranno sparare quando la pace verrà?
Quanti bimbi innocenti dovranno morire senza sapere il perché?
Quanto giovane sangue versato sarà
finché un'alba nuova verrà?
Risposta non c'è, o forse chi lo sa,
caduta nel vento sarà.


Dedicata alla mia cara Romins, a cui voglio un mondo di bene.

9 ottobre 2008

ACQUA CHETA



Edizione con musiche dal vivo, in occasione dei 100 anni della prima rappresentazione.

Di Augusto Novelli
Con Sergio Forconi, Giovanna Brilli, Raul Bulgherini, Paolo Baldi, Sergio Giani, Filippo Filidei, Marcello Gianpaoli, Edy Bartoletti, Gabriella Romolini e Silvia La Barbera, con la partecipazione del tenore Alessandro Pegoraro e dei soprani Anna Ugolini e Katia Tempestini.
Regia di Raul Bulgherini
Musiche di Giuseppe Petri eseguite dal gruppo orchestrale diretto da Marco Bucci




Il più famoso classico del teatro di vernacolo fiorentino debuttò il 29 gennaio del 1908 al Teatro Alfieri di Firenze. In questi 100 anni di repliche, la commedia ha avuto innumerevoli rappresentazioni, che ne hanno modificato notevolmente la forma, il linguaggio e la stessa gerarchia dei personaggi. Confermando le intenzioni di Novelli, il pubblico e le compagnie che nel corso degli anni l’hanno messa in scena, l’hanno fatta propria intervenendo sul testo, sulle scene e sui personaggi con tagli e aggiunte nate dall’improvvisazione degli attori e dal gradimento del pubblico. Lo spettacolo è un omaggio alla vecchia Firenze, quella prima dei turisti, prima dell’alluvione, prima del fascismo, prima della grande guerra... in ogni caso quella di “prima”. La commedia è ambientata nel cortile di una casa nel quartiere popolare di San Niccolò, nel mese di settembre proprio nei giorni della tradizionale festa della rificolona. Ida e Anita sono le figlie del vetturino Ulisse e della sora Rosa. Anita ama il giovane falegname Cecchino, contro la volontà della madre che ha per lei aspirazioni più alte. I due giovani sono aiutati dal buffo garzone Stinchi, sempre attaccato al suo fiasco di vino. Intanto Rosa ha affittato una camera al giovane Alfredo, senza sapere che questi è il fidanzato segreto dell’ “acqua cheta” Ida, con la quale organizza una fuga d’amore. Ma il bravo Cecchino riesce a sventare appena in tempo lo scandalo e ad ottenere il consenso per un bel matrimonio generale.





Via Vittorio Emanuele, 303 - Firenze
Telefono: 0554220361/2


DAL 16 AL 19 OTTOBRE 2008

1 ottobre 2008

L’ANNO DEL PENSIERO MAGICO

Di Joan Didion
il Saggiatore
€ 14,00



La vita cambia in fretta.
La vita cambia in un istante.
Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi è finita.


La vita cambia in un istante. Passa dalla normalità alla catastrofe. John Gregory Dunne, sposato da quarant’anni con Joan Didion, muore all’improvviso la sera del 30 dicembre 2003. Ed è così che per Joan inizia l’anno del pensiero magico. Un anno in cui tutto viene rimesso in discussione, riconsiderato, riformulato. Le idee sulla morte, sulla malattia, sul calcolo delle probabilità, sulla fortuna e sulla sfortuna, sul matrimonio e sui figli e sulla memoria, sul dolore, sui modi in cui la gente affronta o non affronta il fatto che la vita finisce, sulla fragilità dell’equilibrio mentale, sulla vita stessa. Una scrittrice ironica e graffiante, un’icona dell’America contemporanea racconta se stessa con sincerità, con crudezza, e racconta una storia d’amore. Le sue parole colpiscono nel profondo chiunque sappia che cosa significa amare qualcuno e perderlo. Pagine che scandiscono un rito di passaggio, che si affollano di riflessioni, letture, stralci di conversazioni, di stratagemmi per sopravvivere. Come quel pensiero magico che induce a credere di poter modificare ciò che è già accaduto, di poter tornare indietro, perché lui possa tornare indietro. Fino a che, dopo un anno e un giorno, Joan si rende conto, quasi suo malgrado, che qualcosa sta cambiando. Che guardando al tempo trascorso incontra ricordi in cui John non è più presente. Che è necessario, e giusto, lasciare andare i morti. Per poter sopravvivere. Per poter continuare a vivere. (il Saggiatore)


Lo consiglio perché: non solo è la revocazione discreta e rispettosa di un amore, ma la constatazione lucida e rassegnata dell'impossibilità di venire a patti con certi dolori improvvisi.